PAGINE PERSONALI

Lorenza Destro

 
       
   

Quando un computer si fa amare

 

 



Molto spesso un personal computer Apple è facile da amare... e in particolare il gentil sesso pare essere sensibile a questo tipo di rapporto. Nel nostro Museo abbiamo due esempi di questa particolare affezione: in entrambi i casi si tratta di portatili, in entrambi i casi i proprietari (anzi: 'le' proprietarie) si chiamano Lorenza.

Coincidenze? Noi all'All ABout Apple crediamo poco al caso. Comunque sia, questo bellissimo Powerbook 180 resterà a fare la sua parte di testimone nel Museo, insieme al karma della sua proprietaria.

 

Grazie, Lorenza!

 

Ma facciamo parlare la proprietaria, che ci scrive:

Ho acquistato questo Powerbook a una specie di garage sale della multinazionale presso la quale lavoravo come traduttrice negli anni 93-94. Nell’ufficio documentazione c’erano solo Mac, una specie di roccaforte contro lo strapotere dilagante dei PC. Una delle tante piccole soddisfazioni di quel periodo era che NOI (Quelli che il MAC ....) potevamo leggere i file MS-DOS (mi sembra di parlare della preistoria) mentre LORO (Quelli che il PC ...) non potevano aprire i nostri file. E poi non sapevamo cosa fossero crolli di sistema, blocchi delle applicazioni, aggiornamenti estenuanti di sistemi operativi e tutta la litania di problemi che affligge un PC.

Giusto per dirne una, questo Powerbook e’ andato “in bomba” solo una volta in tutta la sua vita.


Tra i vari modelli che c’erano in ufficio, il piu’ coccolato era un Mac SE, familiarmente detto “la paleo-cotica” per il suo look un po’ granitico, ma sicuramente innovativo. (Nel gergo dell’ufficio documentazione la “cotica” indicava (e indica) un oggetto di passata gloria e di scarso valore commerciale, ma di grande affezione. E guai a dirne male !)
Questo Powerbook invece era il “fichetto” della situazione, a quei tempi lo stato dell’arte del design dei portatili e faceva bella mostra di se’ sulla scrivania del Boss (prima) e poi, piu’ modestamente, sulla scrivania di una banale traduttrice. Adesso, dopo dieci anni, il suo schermo col bordo grosso, la tastiera molto spartana e il trackball fanno un po’ tenerezza, ma e’ sempre una bella macchina. Sic transit gloria computerorum mundi.


Sono certa che questo Powerbook sara’ sicurmente valorizzato nel vostro museo ed e’ la destinazione piu’ affettuosa che gli potesse toccare in sorte, a fare bella mostra di se’ assieme ai suoi numerosi fratelli a Quiliano. Un giorno o l’altro lo verro’ a trovare, come si fa con un vecchio e caro amico.