DONAZIONI

Donazioni... al Cubo!

 
       
   

Passato remoto, passato prossimo e futuro di Apple

 

 


Alessio Ferraro, Donato Caragnano e Roberto Odino
presso la sede della Test di Milano al momento della donazione del Cubo Apple


1. PREMESSA

2. IMMAGINI DI NEXTCUBE

3. LA STORIA DEI CUBI NEXT E APPLE

4. IMMAGINI DI APPLE CUBE


1. PREMESSA

Nel nostro museo era già presente da tempo una stazione Next, per la precisione la Nextstation con monitor in bianco e nero da 17" ad alta risoluzione (1120 x 832 pixel), concessa in comodato d'uso dal socio e amico Alberto Crosio, come potete vedere nelle pagine personali riservate alla sua speciale concessione.

Mancavano però all'appello due 'pezzi' altrettanto importanti: il NEXTCUBE e... l'APPLECUBE, ossia la versione reingenìgnerizzata da Apple nel 2000, dopo il ritorno di Steve Jobs come CEO.

E' con grande piacere quindi che abbiamo ricevuto, da un donatore milanese che vuole rimanere anonimo, il NEXTCUBE dotato di monitor a colori perfettamente conservato e funzionante, e dalla ditta Test di Milano, per mano dell'amico Donato Caragnano, l'APPLECUBE funzionante e in condizioni estetiche perfette.


2. IMMAGINI DI NEXT CUBE


3. LA STORIA DEI CUBI NEXT E APPLE

Ma qual'è la storia di queste macchine? Perchè il cubo ricorre nella storia della Apple?

Nel 1985, a un anno di distanza dall'introduzione del Macintosh, Steve Jobs entrò in un periodo di profonda crisi personale.

Il suo amico e collaboratore John Sculley, nonchè CEO da Jobs stesso prescelto (celebre la sua frase per convincerlo a passare dalla dirigenza della Pepsi a quella di Apple: 'vuoi vendere acqua zuccherata per il resto della tua vita, o provare a cambiare il mondo?') mise Jobs in minoranza di fronte alla dirigenza Apple e lo esautora da qualsiasi decisione strategico-commerciale, sostenendo che non era in grado di gestire con la necessaria razionalità le scelte dell'azienda di Cupertino.

Non dimentichiamo che, ai tempi dell'introduzione di Macintosh, Apple aveva alle spalle due clamorosi fallimenti commerciali: L'Apple III e il Lisa, entrambi nati sotto il 'dominio' di Jobs.

Dopo un periodo di riflessione sul suo presunto fallimento alla guida di Apple, Steve decide di non demordere e fonda per conto proprio una nuova compagnia, la cosiddetta Next Computer. La sfida era di costruire il miglior personal computer mai esistito, e si concentrò su alcuni obiettivi software e hardware, quali:

- il Postscript, dotando i suoi sistemi di visualizzazione video in tale linguaggio
- il Kernel Mach, ossia un nuovo nucloe del sistema operativo
- La programmazione object - oriented (ossia la fusione tra dati e procedure)

- La CPU Motorola 68030, coprocessore e DSP per compiti multimediali
- Un supporto di memorizzazione magneto - ottico da 250 Mb

Le nuove macchine non ebbero un particolare successo commerciale, vuoi per i costi vuoi per gli inconvenienti dovuti al fatto che la prima versione non disponeva nemmeno del disco rigido, affidandosi interamente al supporto magneto - ottico.

Nel 1991 venne presentata una seconda versione, dotata di hard disk questa volta, e anche di monitor a colori, ma i profitti ottenuti - pur significativi questa volta - non furono sufficienti a mantenere aperta una società di quelle dimensioni.

Nel 1996 Apple Computer, che nel frattempo era passata attraverso il succedersi di John Sculley, Michael Spindler e Gil Amelio, si trova ad attraversare un grave periodo di crisi: il Mac OS era ormai un sistema operativo obsoleto e non più al passo con i tempi, ed era fallito (per il costo eccessivo) il progetto di Amelio di acquistare il BE OS (il cui CEO era nientemeo che Jean-Lousi Gassée, che ricordiamo era stato nell'esecutivo di Apple dal 1981 al 1990).

Amelio pertanto volge la sua attenzione proprio alla Next Computer, e al suo sistema operativo NextStep, che era arrivato ormai alla sua maturità, e nel 1997 propone a Steve Jobs di venderlo alla Apple. Jobs ottenne di far acquistare l'intera compagnia, non solo il sistema operativo, per la cifra di 427 milioni di dollari (ben più del suo reale valore!), e impose come condizione di tornare ai vertici di Apple stessa.

Pochi sanno che il sistema operativo NextStep, nelle sue versioni finali, era già stato preparato e testato per funzionare su piattaforma Intel! In altre parole, OS X, che è nato dalle basi di NextStep, nel 2006 rende possibile un sogno di Steve già pensato e realizzato nel lontano (informaticamente parlando) 1996.


4. IMMAGINI DEL CUBO APPLE donato dalla ditta TEST di Milano

Il Cubo nella sua collocazione finale al Museo All About Apple