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SCHERMO DELLE MIE BRAME
COME LA PUBBLICITA’ HA CAMBIATO LA VITA DEGLI ITALIANI (1954-2004)
a cura di Ugo Volli,dal 7 luglio al 12 settembre 2004 in mostra al Castello di Rivoli, Torino


COME LA PUBBLICITA’ HA CAMBIATO LA VITA DEGLI ITALIANI (1954-2004)

a cura di Ugo Volli
7 luglio - 12 settembre 2004
Castello di Rivoli, Torino

Si chiama 'Schermo delle mie brame' la mostra che racconta la storia degli italiani degli ultimi 50 anni attraverso la pubblicit. Al castello di Rivoli-Museo della Pubblicit di Torino andranno di scena dal 7 luglio al 12 settembre il quotidiano, i desideri, i sogni, l' emancipazione femminile grazie ad oggetti quali il frigo, la lavatrice, i pannolini, l' amore per il caffe', le auto, il telefonino e via di seguito.
Curata da Ugo Volli, e' realizzata nell' ambito delle manifestazioni per il Cinquantenario della Rai, in collaborazione con la Direzione Rai Teche che ha messo a disposizione un ricchissimo patrimonio di filmati in grado di raccontare l' Italia con un taglio sociologo molto interessante, grazie anche alla consulenza storica di Marta Boneschi. Parlare di storia di un paese attraverso i consumi, o, addirittura, attraverso spot promozionali di oggetti non sempre cosi' necessari, possa essere parziale.
In realta' pochi aspetti come la pubblicita' e la televisione hanno caratterizzato l' evolversi delle nostri abitudini, anzi della nostra vera vita quotidiana. E ben lo dimostra questa mostra, la seconda realizzata dal Museo della Pubblicita', il primo in Italia e inaugurato pochi mesi fa.
E' a ritroso in senso storico e divisa in sei ambienti corrispondenti a rispettivi periodi: 'Prologo 2004'; 'La globalizzazione 2003-1989'; 'Il Made in Italy 1988-1981'; 'Gli Anni di Piombo. Il ritorno del privato 1980-1873'; 'Il mondo e' dei giovani 1972-1965'; 'Carosello.Il miracolo italiano 1964-1957'; 'Preambolo. La ricostruzione 1956-1954'. Si chiude, insomma, con l' anno in cui nacque la televisione.
Ogni sezione e' arricchita, oltre che di spot visibili su 50 monitor, di una quarantina di oggetti simbolo di quegli anni, come la Giardinetta per i primi anni Cinquanta, la Nutella e il Negroni nel periodo seguente, i computer, la lavatrice, il telecomando negli anni Settanta-Ottanta, lo Swatch negli anni fine Ottanta, insieme alla Panda e al telefonino.Ad accompagnare l' esposizione, allestita in modo assai accattivante da Marco Della Torre, ci sono anche ai muri delle scritte, degli slogan o degli spot molto fortunati che raccontano anch' essi l' evolversi del nostro pensiero in questi anni come 'garantito al limone', 'la Milano da bere', 'Omsa che gambe', 'Dove c' e' Barilla c' e' casa'.
''Abbiamo fatto lo streap-tease alla pubblicita' - ha spiegato Volli - riuscendo a mostrare come una volta la pubblicita' fosse molto piu' ingenua, quasi una sorta di manuale d' uso, e come invece si sia evoluta in maniera molto sottile sotto un profilo psicologico ed emotivo. L' idea di base della mostra e' che la pubblicita' rappresenti una sorta di linea di ponte della nostra storia. Abbiamo - ha aggiunto - indagato sui consumi e sui cambiamenti che certi prodotti hanno portato alla vita vera della gente come il frigo, i pannolini, la lavatrice che hanno reso possibile alle donne di uscire finalmente di casa''. La mostra racconta anche bene la storia dei 'colori' e dei 'tempi'. Si va dalla lentezza in bianco e nero di Carosello al rap colorato di molte pubblicita' dei giorni nostri a dimostrazione anche di un certo stress emotivo del fruitore, ma che forse risponde anche ad una nuova capacita' di 'tollerare' tempi che una volta sarebbero parsi impossibili


Per informazioni:
Ufficio Stampa, Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea
tel. 011.9565209-211, fax 011.9565231, e-mail: press@castellodirivoli.org

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