|
|
 |
Arte In:
OFUP - Sconti fino all'82% su giornali e riviste. Abbonati!
www.ofup.it
[sito sponsor]
|  |
Arte sul portale della cultura:
Connettiti al dialer e consulta l’immenso e completo
database dei musei d’Italia: informazioni, orari, link, indirizzi,
regione per regione, citt per citt.
www.euro-download.com
[sito sponsor]
|  |
Arte:
Trova tutte le informazioni su musei e mostre in
corso, itinerari tematici e immagini dei pezzi pi significativi delle
gallerie d'arte italiane e straniere. Connettitti al dialer.
www.tutto-internet.com
[sito sponsor]
|
|
 |
| Anteprime |
SCHERMO DELLE MIE BRAME |
COME LA PUBBLICITA’ HA CAMBIATO LA VITA DEGLI ITALIANI (1954-2004)
a cura di Ugo Volli,dal 7 luglio al 12 settembre 2004 in mostra al Castello di Rivoli, Torino
COME LA PUBBLICITA’ HA CAMBIATO LA VITA DEGLI ITALIANI (1954-2004)
a cura di Ugo Volli
7 luglio - 12 settembre 2004
Castello di Rivoli, Torino
Si chiama 'Schermo delle mie brame' la mostra che racconta la storia
degli italiani degli ultimi 50 anni attraverso la pubblicit. Al
castello di Rivoli-Museo della Pubblicit di Torino andranno di scena
dal 7 luglio al 12 settembre il quotidiano, i desideri, i sogni, l'
emancipazione femminile grazie ad oggetti quali il frigo, la lavatrice,
i pannolini, l' amore per il caffe', le auto, il telefonino e via di
seguito.
Curata da Ugo Volli, e' realizzata nell' ambito delle manifestazioni
per il Cinquantenario della Rai, in collaborazione con la Direzione Rai
Teche che ha messo a disposizione un ricchissimo patrimonio di filmati
in grado di raccontare l' Italia con un taglio sociologo molto
interessante, grazie anche alla consulenza storica di Marta Boneschi.
Parlare di storia di un paese attraverso i consumi, o, addirittura,
attraverso spot promozionali di oggetti non sempre cosi' necessari,
possa essere parziale.
In realta' pochi aspetti come la pubblicita' e la televisione hanno
caratterizzato l' evolversi delle nostri abitudini, anzi della nostra
vera vita quotidiana. E ben lo dimostra questa mostra, la seconda
realizzata dal Museo della Pubblicita', il primo in Italia e inaugurato
pochi mesi fa.
E' a ritroso in senso storico e divisa in sei ambienti corrispondenti a
rispettivi periodi: 'Prologo 2004'; 'La globalizzazione 2003-1989'; 'Il
Made in Italy 1988-1981'; 'Gli Anni di Piombo. Il ritorno del privato
1980-1873'; 'Il mondo e' dei giovani 1972-1965'; 'Carosello.Il miracolo
italiano 1964-1957'; 'Preambolo. La ricostruzione 1956-1954'. Si
chiude, insomma, con l' anno in cui nacque la televisione.
Ogni sezione e' arricchita, oltre che di spot visibili su 50 monitor,
di una quarantina di oggetti simbolo di quegli anni, come la
Giardinetta per i primi anni Cinquanta, la Nutella e il Negroni nel
periodo seguente, i computer, la lavatrice, il telecomando negli anni
Settanta-Ottanta, lo Swatch negli anni fine Ottanta, insieme alla Panda
e al telefonino.Ad accompagnare l' esposizione, allestita in modo assai
accattivante da Marco Della Torre, ci sono anche ai muri delle scritte,
degli slogan o degli spot molto fortunati che raccontano anch' essi l'
evolversi del nostro pensiero in questi anni come 'garantito al
limone', 'la Milano da bere', 'Omsa che gambe', 'Dove c' e' Barilla c'
e' casa'.
''Abbiamo fatto lo streap-tease alla pubblicita' - ha spiegato Volli -
riuscendo a mostrare come una volta la pubblicita' fosse molto piu'
ingenua, quasi una sorta di manuale d' uso, e come invece si sia
evoluta in maniera molto sottile sotto un profilo psicologico ed
emotivo. L' idea di base della mostra e' che la pubblicita' rappresenti
una sorta di linea di ponte della nostra storia. Abbiamo - ha aggiunto
- indagato sui consumi e sui cambiamenti che certi prodotti hanno
portato alla vita vera della gente come il frigo, i pannolini, la
lavatrice che hanno reso possibile alle donne di uscire finalmente di
casa''. La mostra racconta anche bene la storia dei 'colori' e dei
'tempi'. Si va dalla lentezza in bianco e nero di Carosello al rap
colorato di molte pubblicita' dei giorni nostri a dimostrazione anche
di un certo stress emotivo del fruitore, ma che forse risponde anche ad
una nuova capacita' di 'tollerare' tempi che una volta sarebbero parsi
impossibili
Per informazioni:
Ufficio Stampa, Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea
tel. 011.9565209-211, fax 011.9565231, e-mail: press@castellodirivoli.org
|
|
| Fine intervento |
|