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Schermo delle mie brame. Come la pubblicit ha cambiato la vita degli italiani (1954-2004)
Al Castello di Rivoli fino al 12/09/2004

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Pirelli, 1994. Courtesy Castello di Rivoli - Museo della Pubblicit
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Coca Cola, 1979. Courtesy Castello di Rivoli - Museo della Pubblicit
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Lovable, 1981. Courtesy Castello di Rivoli - Museo della Pubblicit
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Baci Perugina, 1981. Courtesy Castello di Rivoli - Museo della Pubblicit
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Voglia matta Perugina, 1980. Courtesy Castello di Rivoli - Museo della Pubblicit
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Una mostra sulla storia della pubblicit finisce per raccontare la storia della vita quotidiana, dei modi di soddisfare i bisogni e i desideri che attraversano tutta la societ. L'intento proprio questo, l'occasione data dal Cinquantenario della RAI.
La rassegna, curata da Ugo Volli, presenta un percorso attraverso le immagini emblematiche, le merci di culto e i personaggi resi popolari dagli spot commerciali del secondo dopoguerra, da Carosello sino alla pubblicit d'oggi.

La mostra si sviluppa attraverso sei ambienti corrispondenti a rispettivi periodi di storia italiana a ritroso nel tempo: La globalizzazione 2003-1989; Il Made in Italy 1988-1981; Gli Anni di Piombo. Il ritorno del privato 1980-1973; Il mondo dei giovani 1972-1965; Carosello. Il miracolo italiano 1964-1957; Preambolo. La ricostruzione 1956-1954.
Ciascuna sezione mette in relazione episodi di vita sociale, spot e oggetti "cult" che hanno segnato cinquant'anni di storia non solo dei consumi ma anche del costume nazionale e della televisione italiana.
Scrive Ugo Volli curatore della rassegna "Questa mostra una sorta di viaggio all'indietro nel tempo. Si parte dall'oggi, dal sovraccarico informativo e pubblicitario che caratterizza il nostro ambiente comunicativo, e si ritorna indietro, anno dopo anno, fino al punto in cui non c'era televisione e la pubblicit era rara e poco influente". [] "Nel 1954 sparisce anche la TV: siamo all'origine della civilt dei consumi, dell'immagine e dell'effimero. Dietro c' un altro mondo, un altro stile di vita. Da questo punto di svolta il nostro viaggio nel tempo pu ritornare verso il presente e riconsiderare come le nostre case e le nostre vite si siano riempite di merci, il nostro ambiente comunicativo di pubblicit".

Il viaggio all'indietro scandito da una linea del tempo di cinquanta televisori, che contengono ciascuno le pubblicit pi significative di un anno. Un viaggio nel tempo che si pu pensare quasi come uno "strip-tease" della societ dei consumi: dall'ambiente comunicativo attuale strapieno, se non saturo, di messaggi pubblicitari per arrivare, attraverso diverse tappe intermedie, all'origine della civilt dei consumi. Lontani cinquant'anni - ma lontanissimi anni luce - erano i tempi in cui la pubblicit in televisione era considerata futile e antieducativa, intollerabile dentro un mezzo che deve avere soprattutto valori spirituali e pedagogici!
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