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La mostra
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 Una mostra sulla storia della pubblicit finisce per raccontare la storia della vita quotidiana,
dei modi di soddisfare i bisogni e i desideri che attraversano tutta la
societ. L'intento proprio questo, l'occasione data dal
Cinquantenario della RAI. La rassegna, curata da Ugo Volli, presenta
un percorso attraverso le immagini emblematiche, le merci di culto e i
personaggi resi popolari dagli spot commerciali del secondo dopoguerra,
da Carosello sino alla pubblicit d'oggi.
La mostra si sviluppa attraverso sei ambienti corrispondenti a rispettivi periodi di storia italiana a ritroso nel tempo: La globalizzazione 2003-1989; Il Made in Italy 1988-1981; Gli Anni di Piombo. Il ritorno del privato 1980-1973; Il mondo dei giovani 1972-1965; Carosello. Il miracolo italiano 1964-1957; Preambolo. La ricostruzione 1956-1954. Ciascuna
sezione mette in relazione episodi di vita sociale, spot e oggetti
"cult" che hanno segnato cinquant'anni di storia non solo dei consumi
ma anche del costume nazionale e della televisione italiana. Scrive Ugo Volli curatore della rassegna "Questa mostra una sorta di viaggio all'indietro nel tempo.
Si parte dall'oggi, dal sovraccarico informativo e pubblicitario che
caratterizza il nostro ambiente comunicativo, e si ritorna indietro,
anno dopo anno, fino al punto in cui non c'era televisione e la
pubblicit era rara e poco influente". [] "Nel 1954 sparisce anche la
TV: siamo all'origine della civilt dei consumi, dell'immagine e
dell'effimero. Dietro c' un altro mondo, un altro stile di vita. Da
questo punto di svolta il nostro viaggio nel tempo pu ritornare verso
il presente e riconsiderare come le nostre case e le nostre vite si
siano riempite di merci, il nostro ambiente comunicativo di pubblicit".
Il viaggio all'indietro scandito da una linea del tempo di
cinquanta televisori, che contengono ciascuno le pubblicit pi
significative di un anno. Un viaggio nel tempo che si pu pensare quasi
come uno "strip-tease" della societ dei
consumi: dall'ambiente comunicativo attuale strapieno, se non saturo,
di messaggi pubblicitari per arrivare, attraverso diverse tappe
intermedie, all'origine della civilt dei consumi. Lontani
cinquant'anni - ma lontanissimi anni luce - erano i tempi in cui la
pubblicit in televisione era considerata futile e antieducativa,
intollerabile dentro un mezzo che deve avere soprattutto valori
spirituali e pedagogici!
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