Il Museo All About Apple, nato l’11 Maggio 2002, attualmente è il più fornito museo Apple del mondo contenente praticamente quasi tutta la produzione di personal computer, periferiche, accessori, prototipi Apple dagli albori del 1976 fino ai giorni nostri.

Le macchine esposte raccontano la nascita, l’evoluzione, la trasformazione dell’informatica personale – inventata da Apple, con la particolarità che il visitatore può usare tutti i pezzi esposti, accesi e funzionanti: unico caso in tutto il mondo in un museo di questo genere.
Nel catalogo del museo sono contenuti più di 7000 pezzi, tra cui 987 personal computer apple e 142 non-apple (sono macchine dell’epoca pre ms-dos: Commodore, Atari, Olivetti… per meglio spiegare l’epoca pionieristica degli anni ’70), 244 monitor, 152 stampanti, 1330 periferiche minori (tastiere, mouse, floppy drive, dischi rigidi, accessori…), 1706 manuali, 1108 brochures, 144 poster, 951 titoli di software in cd-rom e floppy disk, 227 packages, oltre 200 spille e moltissimi accessori. Un patrimonio, il cui unico limite è lo spazio che attualmente abbiamo a disposizione.

Nel 2002, in seguito al ritrovamento di un considerevole patrimonio di computer Apple appartenenti a un magazzino dismesso della ditta Briano Computer di Savona (SV), Alessio Ferraro – ideatore, attuale presidente e uno dei fondatori del museo – ottenne in regalo questo materiale dal nuovo gestore dell’azienda (Pierangelo Fazio), il quale ne cedette in blocco l’utilizzo, gratuitamente.

Dopo una prima reazione emozionale (si trattava del primo embrione di un patrimonio incalcolabile, dalla nascita del personal computer del 1976 ai giorni nostri), Ferraro decise, in collaborazione e immediata adesione al progetto dell’amico William Ghisolfo, di non destinare detto materiale all’uso personale e al collezionismo privato ma, riprendendo una vecchia idea di William, di mettere in piedi un AMUG (Apple Macintosh User Group, gruppo di utenti Apple diffusi in tutto il mondo,) e di farne un museo pubblico.
Dai primi mesi del 2002, lavorando a ritmo serrato – notte e giorno – Alessio e William, in gran segreto, prepararono una inaugurazione a sorpresa coinvolgendo gli amici accomunati dalla passione per il computer, il vecchio proprietario (Ettore Briano) e il nuovo gestore (Pierangelo Fazio) del negozio di Savona ‘Briano Multimedia’ che diede origine alla prima donazione, inaugurando la prima sede PRIVATA del museo, nella fattispecie l’abitazione dei genitori di Alessio Ferraro.

Da quel momento, decidemmo di dare un criterio di ufficialità all’idea del museo, anche per poter attingere a finanziamenti in modo più trasparente e per invogliare gli eventuali futuri donatori a rilasciare altri computer ‘storici’, costituendoci in Associazione con tanto di atto costitutivo e statuto. I fondatori furono: Paolo Arrigucci, Marco Canavese, Alessio Ferraro, William Ghisolfo, Fabrizio Pesce e Bruno Zenoni.

In conseguenza della costituzione come associazione, e alla pubblicazione in internet del nostro sito le offerte e riconoscimenti ebbero una crescita esponenziale, decuplicando il patrimonio iniziale del museo.Il Comune di Quiliano, nella persona del sindaco Nicola Isetta si dimostrò sensibile all’iniziativa rilasciando una sede ad uso indeterminato per il museo. Questa sede, un’ex falegnameria all’interno delle Scuole Medie ‘A. Peterlin di Quiliano (SV) e gestita per oltre trent’anni dal docente di applicazioni tecniche Pierluigi Quassolo, venne completamente ristrutturata, in quanto era nostro volere che le macchine esposte fossero funzionanti e manipolabili dal visitatore, caso unico in un museo di questo genere. Al termine dei lavori, il museo venne pubblicamente inaugurato il 14/5/2005.

Subito dopo l’apertura avvenne evento straordinario, inimmaginabile e imprevisto: Apple America, Cupertino, California, ci telefonò (letteralmente) e lasciò un messaggio in segreteria. Subito dopo, ci venne recapitata una lettera autografa firmata da un Senior Marketing manager della Apple (Brett Murray), che si complimentava per l’inaugurazione del museo (da noi affatto pubblicizzata verso Apple America, fu una sorpresa totale), e dove ci invitava a raggiungerli in California per visitare la sede Apple ed essere celebrati come Museo Apple più grande del mondo. Il riconoscimento della casa madre ebbe un effetto iperbolico di pubblicità, al punto che decine di macchine nuove vennero donate ulteriormente al museo, e numerose riviste e siti del settore celebrarono con noi questo momento magico.

A Gennaio del 2006 un manipolo di ardimentosi (Alessio Ferraro, William Ghisolfo, Roberto Odino, Letizia Tomaselli, Emanuele Donetti, Marco Mioli) si recarono presso l’Apple Campus di Cupertino in California, e al nostro ritorno dagli States iniziammo anche ad effettuare alcuni corsi informatici (base ed avanzati), in collaborazione con l’università degli Studi di Savona (Unisabazia). Nello stesso anno All About Apple ottenne il riconoscimento ONLUS.

Al nucleo iniziale dei fondatori si aggiunsero nuove forze, come Carlo Becchi, Paolo Bianchi, Bruno Corvi, Alberto Crosio, Domenico Capuzzo, Danilo Olivieri, Roberto Odino, Alessandro Maggiolo, Andrea Palermo (attuale vicepresidente), Claudio Monchiero, Monica Brondi ed altre persone che contribuiscono quotidianamente a far funzionare il difficile meccanismo del museo, dalla gestione del sito, alla raccolta e catalogazione del materiale donato, ai rapporti con il pubblico.

Significativo è stato il contributo di Andrea Palermo e Irene Murrau con la loro Tesi di Laurea dedicata all’All About Apple Museum, liberamente consultabile online.

Oggi il museo è in fase di trasferimento verso una nuova sede, in collaborazione con la Fondazione De Mari, dall’esposizione Quilianese verso il Polo Universitario di Savona, in un nuovo spazio più ampio e maggiormente fruibile, un contesto aperto, facilmente raggiungibile da tutti e frequentato dalle forze nuove degli studenti universitari; nel 2013 il museo riaprirà al pubblico, e continuerà la sua ‘missione’ organizzando periodicamente giornate intere di apertura al pubblico (‘open day’) e partecipando ad esposizioni temporanee in vari comuni d’Italia, per rendere fruibile tutto il materiale accumulato e poter avere una maggiore affluenza di pubblico.